100 Schools project

Chi sopravvive al cancro o più in generale, chi ha toccato la morte, spesso poi si attacca alla vita, ma in un modo strano.
Si attacca si a ogni suo momento e a ogni sua piccola esistenza quotidiana.
Eppure, ora sa che poi dovrà andare.
Cosi’ chi nasce di nuovo, vive ogni giorno come fosse il primo e l’ultimo, insieme.
Sogna di sogni assai grandi, e allo stesso modo, si emoziona all’ascolto, che so, della pioggia, che sbatte sul vetro di un’ anonima finestra, e che trasforma i passanti come in tante piccole macchie di colore.
Come quei quadri troppo antichi, oppure troppo moderni.
Ed è per questo che inizio oggi a lavorare al mio più grande sogno di vita: costruire scuole.
Non ho certamente i fondi per avviare un progetto simile, e non ho alcuna idea di cosa fare, ma so che è ciò di cui più abbiamo bisogno, e decido di cominciare, ora, con quel che ho, che è solo tutto quello di cui ho bisogno: me stessa.
Come quando anni fa sceglievo di credere nella mia arte, oggi scelgo di credere nel mio sogno.
Da oggi, ogni giorno, per il resto della mia vita farò un piccolo minuscolo passo verso il mio maestoso traguardo; ma voglio agire da qui.
Perché so che la vita ascolta le nostre azioni, non le nostre parole.
E perché prima inizio a lavorarci, prima qualcuno forse se ne potrà innomorare, e qualunque cosa possa accadere a me, il progetto potrà proseguire.
Inizio oggi, il 16/09/2018 con 0 euro il mio progetto di vita: costruire 100 scuole nel mondo.
si chiamerà ‘100schoolsproject’ ed è per me la mia opera d’arte più grande.
E a chi pensa che i sogni troppo grandi non si realizzano, dico che ne ho gia realizzato uno milioni di volte più grande: vivere.

(“Impossibile non è qualcosa che non si può fare. Impossibile è qualcosa che non  è ancora stato fatto”)

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